Dialoghi e percorsi per promuovere una crescita equa e sostenibile

Incubatore Coeso

Per parlare di coesione sociale siamo partiti dalle storie, realizzando una mappatura di buone pratiche, progetti, realtà nati dal basso o dalle istituzioni che raccontano, a volte meglio dei numeri, cosa significa fare coesione sociale in Italia. Abbiamo provato a raccontarle, attraverso interviste, articoli, video e immagini. La sezione è in continuo aggiornamento.

Murales senza frontiere

Murales senza frontiere

I murales dei bambini che abbattono le frontiere e colorano un mondo migliore
Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale che ha come obiettivo realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo.

Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale proposto dall’organizzazione turca no-profit “Her Yerde Sanat” in collaborazione con l’associazione italiana “Circo all’inCirca” di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco.

L’obiettivo è quello di realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività “come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo”.
L’idea primaria, spiegano i responsabili, si basa sul tentativo di “combattere l’esclusione sociale divenuta un fenomeno sempre più insostenibile soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, proponendo diverse attività manuali atte a rivitalizzare gli stimoli comunicativi personali e collettivi”. La realizzazione di un’opera d’arte “pubblica” ha il merito di mettere “tutti nelle condizioni di agire concretamente sul proprio contesto quotidiano facendo acquisire ai giovani e alla popolazione della città una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità, smorzando così la mancanza di fiducia in sé e nelle potenzialità del proprio territorio”.

Il progetto è partito in Turchia nel biennio 2014/2015: più di 100 bambini siriani, turchi e kurdi, delle scuole elementari di Mardin hanno partecipato ai laboratori di pittura su pannelli scenografici e alla decorazione di un murales collettivo lungo 50 metri. I disegni realizzati sono stati utilizzati come bozzetti per la composizione del dipinto finale appoggiato logisticamente e patrocinato dal Museo Archeologico e dalla municipalità di Mardin.
La collaborazione con l’Italia è partita nel biennio 2016/2017, è stata coinvolta la scuola primaria Alberto Azzolini di Mirano (Venezia) con lo scopo di sensibilizzare i più piccoli sul tema dei confini: 121 bambini, seguiti dagli artisti David Romanello e Olivera Indjic, hanno decorato 160 metri quadrati di superficie del giardino esterno della scuola.

Il prossimo laboratorio di arte sociale si svolgerà in Nepal presso la Steiner Academy di Kathmandu in collaborazione con Green Farm Movement di Bologna. Quest’ultima sta raccogliendo partecipanti al fine di finanziarne la realizzazione secondo una formula di turismo sostenibile, proponendo un programma multidisciplinare diretto agli alunni e ai viaggiatori, interessati a vivere un’esperienza di arte sociale congiunta. Il viaggio è previsto tra l’8 e il 19 gennaio 2018, per informazioni e iscrizioni scrivere a info@greenfarmmovement.org.

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Poco Di Buono

Poco Di Buono

La filiera corta che combatte lo spreco di cibo
Consumo critico, prodotti biologici e a filiera corta, lotta allo spreco di cibo. La bottega Poco di Buono di Rimini affianca e sostiene le attività del Gruppo d'Acquisto Solidale RIGAS e segue il progetto SprecoZero, nato per evitare lo spreco di frutta e verdura della Grande Distribuzione Organizzata.

Tutto comincia quando, circa dieci anni fa, un gruppo di famiglie getta le basi del rapporto con alcuni piccoli produttori per acquistare prodotti locali di buona qualità a prezzo contenuto, fino a quando, il successo dell’iniziativa porta alla nascita dell’associazione RiGAS, Gruppo d’Acquisto Solidale di Rimini. La svolta avviene quando un gruppo di persone si stacca dal RiGAS fondando la cooperativa Poco di Buono, con la necessità di offrire una casa al Gruppo di Acquisto Solidale e di gestirne la logistica, il rispetto delle regole sanitarie e il controllo accurato dei prodotti, lasciando all’associazione il compito di occuparsi dei volontari e delle iniziative culturali.

Nasce così nel 2010 la bottega Poco Di Buono, alla Grotta Rossa di Rimini, dove i prodotti alimentari proposti, tutti a filiera corta e biologici, soddisfano le necessità di una spesa familiare. La bottega è anche sede del gruppo d’acquisto e punto di ritiro dei prodotti ordinati dai soci del RiGAS. Promuovere la solidarietà, la filiera corta e i piccoli produttori, creare posti di lavoro sono i “mattoni” alla base del progetto. L’obiettivo è quello di affiancare alla rivendita la produzione di alcuni alimenti nel rispetto delle tradizioni e della biodiversità del territorio.

Parallelamente alla nascita della bottega è nato anche il progetto SprecoZero, che ha l’obiettivo di evitare lo spreco di frutta e verdura che vengono mandati al macero perchè ritenuti troppo “brutti” per essere messi in vendita dalla grande distribuzione organizzata. Si intercettano i carichi operando una seconda scelta e quello che viene recuperato viene rimesso in vendita in cassette miste a prezzi popolari, mentre una buona parte viene donata alle associazioni che si occupano di migranti o persone in difficoltà.

La grande scommessa nata con la nascita della Poco Di Buono è stata quella di creare un’impresa etica, “in cui il profitto non è l’obiettivo principale ma accessorio. Lo scopo principale è quello di promuovere un commercio giusto”.

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VENTO

VENTO

Un progetto di coesione sociale nei panni di una dorsale cicloturistica, raccontato da Camilla Munno e Rossella Moscarelli (Politecnico di Milano)
VENTO è il progetto di una dorsale cicloturistica che corre lungo il Po. Con i suoi 679 km è la più lunga in Italia. Ma VENTO non è soltanto un’infrastruttura ciclabile. VENTO è prima di tutto un progetto di territorio.

Henrique è brasiliano. Ingegnere, è in Italia da 25 anni. Ma non gli basta l’ingegneria. Lo incontriamo a San Benedetto Po, Mantova, durante VENTObiciTour, il grande tour che vuol far conoscere il progetto VENTO al popolo del Po (e non solo).

Henrique, non si sa come, ma è finito lì. E ci aspetta perchè nel tempo libero fa la guida turistica. Incredibile ma vero: lui che spiega la bellezza italiana agli italiani. Ci ha visto lungo Henrique perchè secondo lui, come secondo noi, il cicloturismo è una mossa giusta per il riscatto delle aree interne di questo Paese.

Il cicloturismo che VENTO propone e racconta da sette anni è un progetto di territorio che ha fatto della pista cicloturistica che sarà tra VENezia e TOrino, la dorsale di un riscatto sociale, economico e culturale possibili. Una cosa che Gabriele Pasqui chiamerebbe un fascio di azioni, strategie, orientamenti, eventi tra loro connessi e collocati in un campo denso di pratiche sociali e istituzionali (2005). Già perchè nel progetto VENTO c’è una biodiversità di azioni.

C’è ideazione, progettazione tecnica e accompagnamento da parte di una istituzione culturale quale è il Politecnico di Milano.

C’è l’abbraccio dal basso perchè in sette anni oltre 8000 cittadini del Po e non solo hanno aderito e hanno chiesto questo VENTO.

C’è l’interesse diffuso con oltre 200 associazioni che hanno scelto VENTO come progetto che le rappresenta.

C’è che è inclusivo perchè pensato per tutti e non per i già esperti.

Ci sono circa 100 amministrazioni pubbliche che hanno capito che quel filo leggero per turisti lungo 679 km, largo 2,5 metri, pavimentato, sugli argini maestri del Po, fatto di ponti e passerelle sarà la rivoluzione gentile che darà loro un inizio di futuro rianimando le loro attività, le loro economie, le loro bellezze, il loro artigianato.

Aree che si spopolano di ora in ora e a cui nessuno regala un progetto di riscatto di scala vasta, hanno visto in VENTO una possibilità. E a furia di resistere, a furia di scrivere, raccontare, incontrare e progettare (perchè le ciclabili non nascono per caso, ma richiedono abilità tecniche non seconde alle strade), oggi VENTO è entrato nell’agenda di Governo attraverso stanziamenti nelle leggi finanziarie 2016 e 2017. Un tavolo tecnico tra le regioni e il Politecnico di Milano ne lancerà l’intera progettazione entro il 2017. Tra un paio di anni si pedalerà in sicurezza per centinaia di km. L’impossibilità si è sciolta come la neve al sole della volontà collettiva e del progetto per tutti. Se non è un esempio di coesione sociale questo…e per di più a colpi di pedale e paesaggio.

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Obdachlosen – Uni Berlin

Obdachlosen – Uni Berlin

L’università per i senzatetto che crea cultura e facilita l’inclusione
"A molti dei senzatetto che incontriamo per le strade delle nostre città la carità non basta, spesso si tratta di persone che vogliono essere messe in discussione ed imparare. Non sono stupidi, hanno molto da offrire".

 La Obdachlosen-Uni Berlin è nata a Berlino nel 2012. L’ideatore è stato Malk Eimertenbrink che, aiutato da un gruppo di docenti volontari,  ha creduto per primo nella possibilità di creare nuove prospettive per le persone che vivono in strada. «A molti dei senzatetto che incontriamo per le strade delle nostre città la carità non basta – ha affermato Eimertenbrink – spesso si tratta di persone che vogliono essere messe in discussione ed imparare. Non sono stupidi, hanno molto da offrire».
Le lezioni sono tenute generalmente da volontari e da ex senzatetto e sono di tutti i tipi, dalla cucina alle letture di filosofia, per passare alle lingue straniere, la storia, la matematica, il teatro, la chitarra e la pittura. I corsi sono pensati appositamente per risvegliare nelle persone la curiosità, la passione, l’interesse per qualcosa, dargli gli strumenti per poter dare una svolta alla loro vita. Tra le storie più interessanti nate dall’esperimento tedesco c’è quella di Klaus: dopo 10 anni vissuti per strada oggi ha una casa, ha smesso di bere e ha iniziato a lavorare come guida turistica a Berlino.

 

Cotti in Fragranza

Cotti in Fragranza

Se non li gusti non li puoi giudicare
Rieducati con i biscotti. Progetto di recupero e formazione dei minori, firmato da Rigener-Azioni, cooperativa attiva sulle devianze, attraverso un laboratorio per la produzione di prodotti da forno, all'interno del carcere Malaspina di Palermo.

Rieducati con i biscotti.
“Cotti in Fragranza: se non li gusti, non li puoi giudicare” è un progetto di recupero e formazione di minori, gestito da Rigenerazioni Onlus, cooperativa sociale che definisce percorsi professionalizzanti efficaci e sostenibili. Il modello è quello dell’impresa sociale a governance partecipata. Nasce a Palermo ed è una realtà innovativa nel territorio del sud Italia, prima realtà imprenditoriale all’interno di un Istituto Penale per i Minorenni del sud (terza in tutta Italia).

L’idea di partenza era insegnare un mestiere, ma si è andati oltre: infatti, i ragazzi hanno seguito lezioni di pasticceria ma anche di marketing, scelto come primo prodotto un frollino, impastato con bucce di mandarini tardivi, deciso nome e packaging. Da qui sono nati i biscotti, simbolo di integrazione e rieducazione sociale.

L’obiettivo ambizioso è infatti quello di promuovere una stabile inclusione dei giovani del Malaspina che, previa formazione, potranno diventare lavoratori specializzati e autonomi, anche al di fuori del percorso detentivo.

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