Dialoghi e percorsi per promuovere una crescita equa e sostenibile

Incubatore Coeso

Per parlare di coesione sociale siamo partiti dalle storie, realizzando una mappatura di buone pratiche, progetti, realtà nati dal basso o dalle istituzioni che raccontano, a volte meglio dei numeri, cosa significa fare coesione sociale in Italia. Abbiamo provato a raccontarle, attraverso interviste, articoli, video e immagini. La sezione è in continuo aggiornamento.

Officina delle Culture Gelsomina Verde

Officina delle Culture Gelsomina Verde

Da roccaforte della Camorra a luogo di coesione sociale
L’Officina delle Culture “GELSOMINA VERDE” nasce come presidio di legalità nel cuore del quartiere Scampia di Napoli con l’obiettivo di dare alternative lavorative, culturali, formative e professionali ai minori a “rischio” e alle classi svantaggiate della periferia nord di Napoli attraverso laboratori, corsi professionali, attività produttive e formative.

Originariamente era la sede dell’Istituto professionale Ipsia di Scampia, a Napoli. Tra il 2004 e il 2005 quando cominciò la feroce faida di Scampia, le iscrizioni alla scuola diminuirono vertiginosamente e l’Istituto fu costretto a chiudere. Fu allora che la camorra cominciò ad utilizzarlo prima come deposito di armi e poi come luogo per la vendita e il consumo di eroina.

Dal 2012, anno in cui Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)esistenza anticamorra, riuscì ad ottenere l’affidamento della scuola le cose cominciarono finalmente a cambiare.

Solo nel 2015, dopo circa 3 anni di lavoro e grazie alla collaborazione di 2500 volontari, la scuola è stata bonificata diventando l’Officina delle Culture Gelsomina Verde: il polo di riferimento per la realizzazione di progetti e attività al servizio della rinascita di luoghi e persone.

Anche la scelta del nome non è stata lasciata al caso, Gelsomina Verde è infatti una giovane vittima innocente della camorra, torturata e uccisa a 22 anni il 21 novembre 2004.

Oggi all’interno dell’Officina sono state avviate diverse attività: doposcuola, corsi di salute per le donne, di fitness, di musica e di incisione. In collaborazione con il Dipartimento della Giustizia è nato un polo artigianale per i detenuti. Qui hanno la possibilità di recuperare o imparare il mestiere di falegname costruendo arredamenti per il Centro. Ed è grazie al lavoro dei detenuti se sono appena state inaugurate una biblioteca, che presto verrà inserita nel circuito delle biblioteche pubbliche, e una sala di lettura attrezzata. All’interno dell’Officina è presente anche una comunità alloggio di recupero per giovani migranti.

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Camilla – Emporio di Comunità

Camilla – Emporio di Comunità

Nasce a Bologna "Camilla", il primo supermercato autogestito d’Italia
A Bologna nasce il primo supermercato autogestito d’Italia, un luogo speciale in cui i soci sono i soli clienti, propietari e gestori, impegnati attivamente nello sviluppo e nella gestione dell'emporio di comunità. La cooperativa acquista da fornitori selezionati dai soci sulla base della qualità dei prodotti e della sostenibilità delle produzioni.

Camilla è un emporio autogestito nato da un’idea delle associazioni di acquisto solidale Alchemilla GAS e Campi Aperti. Aprirà i battenti nel capoluogo emiliano nei primi mesi del 2018 e ogni cliente avrà un ruolo da protagonista.

È così che funziona: i consumatori-lavoratori sono soci della cooperativa. Dato che i lavoratori sono gli stessi soci i costi di gestione sono più bassi che altrove. Fanno esattamente quello che va fatto in un supermercato normale: aspettano i fornitori, mettono la merce a posto sugli scaffali, organizzano il magazzino, stanno alla cassa e mettono in ordine a fine giornata. Ognuno lavora circa tre o quattro ore al mese.

Seguendo questo modello nessuno ci perde, anzi, tutti ci guadagnano. I fornitori vengono pagati il giusto e nessun lavoratore viene sfruttato per poter tenere bassi i prezzi. All’interno di Camilla si predilige l’agricoltura locale, biologica ed eco-sostenibile, il rapporto diretto con il produttore, le filiere partecipate e i progetti volti a ridurre le diseguaglianze economiche e a sostenere i diritti dei lavoratori.

Per raccontare il successo di questo nuovo modello di distribuzione ad alto tasso di partecipazione, che negli ultimi anni si sta sviluppando anche in Europa – ne sono un esempio le ultime esperienze replicate a Parigi e a Bruxelles – è uscito da poco un documentario, “Food Coop”, che verrà presentato in alcune sale italiane a partire da metà novembre. Racconta la storia di “Park Slope Food Coop” il primo supermercato autogestito del mondo, nato nel 1973 a Brooklyn, che conta oggi 17.000 soci.

 

Vitematta – l’agricoltura sociale che trasforma il territorio

Vitematta – l’agricoltura sociale che trasforma il territorio

In un terreno di undici ettari confiscato alla camorra la Cooperativa Sociale Eureka ha fondato la Cantina Sociale Vitematta dove persone con disabilità psichiche producono "l'Asprino".

La cantina sociale Vitematta, fondata dalla Cooperativa Sociale Eureka Onlus, nasce in provincia di Caserta, in un terreno tra Casal di Principe e Santa Maria la Fossa confiscato alla camorra. Ad occuparsi della produzione dell’Asprino, che a luglio è stato aggiunto nell’annuario dei migliori vini del 2018, sono principalmente persone con disabilità psichiche. La mission della cooperativa è infatti quella di contribuire all’emancipazione sociale e lavorativa del territorio attraverso la cura e l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, nel settore dell’agricoltura e della vinificazione.

Ogni anno Vitematta produce 13mila bottiglie di vino. Vincenzo Letizia, responsabile del progetto, ha dichiarato che far lavorare i suoi ragazzi a contatto con la natura è la migliore medicina e che l’utilizzo dei farmaci, da quando il progetto è partito, è notevolmente diminuito.

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Allattami – La banca del latte umano donato

Allattami – La banca del latte umano donato

Di mamma ce n'è una sola. Ma alle volte ne servono di più.
ALLATTAMI è una banca del latte umano donato. L'obiettivo è di fornire latte umano a neonati critici, soprattutto prematuri, qualora la madre non ne abbia a sufficienza.

Il progetto “ALLATTAMI – La Banca del Latte Umano Donato”, nato dalla collaborazione tra il Policlinico di Sant’Orsola e Granarolo, è un’iniziativa senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di fornire a neonati critici, soprattutto prematuri, la possibilità di usufruire del latte umano, qualora la loro madre non ne abbia a sufficienza; la scienza ha dimostrato infatti che il latte umano aumenta le possibilità di sopravvivenza dei neonati prematuri e ne favorisce l’accrescimento e lo sviluppo.

Ogni anno a Bologna nascono più di 100 bambini con un peso alla nascita inferiore al chilo e mezzo. La sfida che si è posta ALLATTAMI è quella di raccogliere almeno 600 litri di latte umano l’anno da somministrare ai neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali del Policlinico di Sant’Orsola e dell’Ospedale Maggiore.

Tutto il processo è seguito da ALLATTAMI che seleziona le mamme donatrici, ritira il loro latte direttamente a casa, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza e lo fornisce agli ospedali cittadini.

Scopri di più sul progetto.

 

Murales senza frontiere

Murales senza frontiere

I murales dei bambini che abbattono le frontiere e colorano un mondo migliore
Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale che ha come obiettivo realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo.

Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale promosso dall’organizzazione turca no profit “Her Yerde Sanat” in collaborazione con l’associazione italiana “Circo all’inCirca” di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco.

L’obiettivo è quello di realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività “come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo”.
L’idea, spiegano i responsabili, si basa sul tentativo di “combattere l’esclusione sociale divenuta un fenomeno sempre più insostenibile soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, proponendo diverse attività manuali atte a rivitalizzare gli stimoli comunicativi personali e collettivi”. La realizzazione di un’opera d’arte “pubblica” ha il merito di mettere “tutti nelle condizioni di agire concretamente sul proprio contesto quotidiano facendo acquisire ai giovani e alla popolazione della città una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità, smorzando così la mancanza di fiducia in sé e nelle potenzialità del proprio territorio”.

Il progetto è partito in Turchia nel biennio 2014/2015: più di 100 bambini siriani, turchi e kurdi, delle scuole elementari di Mardin hanno partecipato ai laboratori di pittura su pannelli scenografici e alla decorazione di un murales collettivo lungo 50 metri. I disegni realizzati sono stati utilizzati come bozzetti per la composizione del dipinto finale patrocinato dal Museo Archeologico e dalla municipalità di Mardin.
La collaborazione con l’Italia è partita nel 2016, quando è stata coinvolta la scuola primaria Alberto Azzolini di Mirano (Venezia) con lo scopo di sensibilizzare i più piccoli sul tema dei confini: 121 bambini, seguiti dagli artisti David Romanello e Olivera Indjic, hanno decorato 160 metri quadrati di superficie del giardino esterno della scuola.

Il prossimo laboratorio di arte sociale si svolgerà in Nepal presso la Steiner Academy di Kathmandu in collaborazione con Green Farm Movement di Bologna. Quest’ultima sta raccogliendo partecipanti al fine di finanziarne la realizzazione secondo una formula di turismo sostenibile, proponendo un programma multidisciplinare diretto agli alunni e ai viaggiatori, interessati a vivere un’esperienza di arte sociale congiunta.

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