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Officina delle Culture Gelsomina Verde

Officina delle Culture Gelsomina Verde

Da roccaforte della Camorra a luogo di coesione sociale

Originariamente era la sede dell’Istituto professionale Ipsia di Scampia, a Napoli. Tra il 2004 e il 2005 quando cominciò la feroce faida di Scampia, le iscrizioni alla scuola diminuirono vertiginosamente e l’Istituto fu costretto a chiudere. Fu allora che la camorra cominciò ad utilizzarlo prima come deposito di armi e poi come luogo per la vendita e il consumo di eroina.

Dal 2012, anno in cui Ciro Corona, presidente dell’associazione (R)esistenza anticamorra, riuscì ad ottenere l’affidamento della scuola le cose cominciarono finalmente a cambiare.

Solo nel 2015, dopo circa 3 anni di lavoro e grazie alla collaborazione di 2500 volontari, la scuola è stata bonificata diventando l’Officina delle Culture Gelsomina Verde: il polo di riferimento per la realizzazione di progetti e attività al servizio della rinascita di luoghi e persone.

Anche la scelta del nome non è stata lasciata al caso, Gelsomina Verde è infatti una giovane vittima innocente della camorra, torturata e uccisa a 22 anni il 21 novembre 2004.

Oggi all’interno dell’Officina sono state avviate diverse attività: doposcuola, corsi di salute per le donne, di fitness, di musica e di incisione. In collaborazione con il Dipartimento della Giustizia è nato un polo artigianale per i detenuti. Qui hanno la possibilità di recuperare o imparare il mestiere di falegname costruendo arredamenti per il Centro. Ed è grazie al lavoro dei detenuti se sono appena state inaugurate una biblioteca, che presto verrà inserita nel circuito delle biblioteche pubbliche, e una sala di lettura attrezzata. All’interno dell’Officina è presente anche una comunità alloggio di recupero per giovani migranti.

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