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VENTO

VENTO

Un progetto di coesione sociale nei panni di una dorsale cicloturistica, raccontato da Camilla Munno e Rossella Moscarelli (gruppo di ricerca VENTO - DAStU – Politecnico di Milano)

Henrique è brasiliano. Ingegnere, è in Italia da 25 anni. Ma non gli basta l’ingegneria. Lo incontriamo a San Benedetto Po, Mantova, durante VENTObiciTour, il grande tour che vuol far conoscere il progetto VENTO al popolo del Po (e non solo).

Henrique, non si sa come, ma è finito lì. E ci aspetta perchè nel tempo libero fa la guida turistica. Incredibile ma vero: lui che spiega la bellezza italiana agli italiani. Ci ha visto lungo Henrique perchè secondo lui, come secondo noi, il cicloturismo è una mossa giusta per il riscatto delle aree interne di questo Paese.

Il cicloturismo che VENTO propone e racconta da sette anni è un progetto di territorio che ha fatto della pista cicloturistica che sarà tra VENezia e TOrino, la dorsale di un riscatto sociale, economico e culturale possibili. Una cosa che Gabriele Pasqui chiamerebbe un fascio di azioni, strategie, orientamenti, eventi tra loro connessi e collocati in un campo denso di pratiche sociali e istituzionali (2005). Già perchè nel progetto VENTO c’è una biodiversità di azioni.

C’è ideazione, progettazione tecnica e accompagnamento da parte di una istituzione culturale quale è il Politecnico di Milano.

C’è l’abbraccio dal basso perchè in sette anni oltre 8000 cittadini del Po e non solo hanno aderito e hanno chiesto questo VENTO.

C’è l’interesse diffuso con oltre 200 associazioni che hanno scelto VENTO come progetto che le rappresenta.

C’è che è inclusivo perchè pensato per tutti e non per i già esperti.

Ci sono circa 100 amministrazioni pubbliche che hanno capito che quel filo leggero per turisti lungo 679 km, largo 2,5 metri, pavimentato, sugli argini maestri del Po, fatto di ponti e passerelle sarà la rivoluzione gentile che darà loro un inizio di futuro rianimando le loro attività, le loro economie, le loro bellezze, il loro artigianato.

Aree che si spopolano di ora in ora e a cui nessuno regala un progetto di riscatto di scala vasta, hanno visto in VENTO una possibilità. E a furia di resistere, a furia di scrivere, raccontare, incontrare e progettare (perchè le ciclabili non nascono per caso, ma richiedono abilità tecniche non seconde alle strade), oggi VENTO è entrato nell’agenda di Governo attraverso stanziamenti nelle leggi finanziarie 2016 e 2017. Un tavolo tecnico tra le regioni e il Politecnico di Milano ne lancerà l’intera progettazione entro il 2017. Tra un paio di anni si pedalerà in sicurezza per centinaia di km. L’impossibilità si è sciolta come la neve al sole della volontà collettiva e del progetto per tutti. Se non è un esempio di coesione sociale questo…e per di più a colpi di pedale e paesaggio.

Visita il sito del progetto e la pagina Facebook del progetto!

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