IL PRIMO FESTIVAL BIENNALE SULLA COESIONE SOCIALE

Il capitale sociale del volontariato

Ae n.182, maggio 2016

Per 9 persone su 10, quest’esperienza incrementa la responsabilità verso gli altri e la capacità di collaborare. Otto su dieci, invece, si fidano di più.

Quando si pensa al volontariato, in genere lo si considera come una importante forma di aiuto verso gli altri. Tuttavia, non va dimenticato che l’azione volontaria rappresenta anche una risorsa strategica per rafforzare il tessuto democratico. Una buona esperienza di volontariato dovrebbe avere ricadute positive per il volontario stesso, aiutandolo a maturare come cittadino.
Studi internazionali mostrano come l’esperienza di volontariato lasci segni importanti, avvicinando le persone a problematiche significative e contribuendo così a moltiplicarne l’impegno in prima persona nella risposta alle sfide sociali. Queste ricerche, però, non riescono a chiarire se le organizzazioni di volontariato siano “scuole di democrazia” (è l’esperienza di volontariato in sé che contribuisce a rafforzare nei partecipanti l’impegno civico) o “raccoglitrici di aspirazioni democratiche” (sono le persone già più motivate ad impegnarsi nel volontariato).

In un libro in uscita (per l’editore Il Mulino) abbiamo cercato di comprendere che cosa accada in Italia e quanto il volontariato sia una “scuola” o un “raccoglitore” di comportamenti civici. All’interno di questa ricerca è stata condotta una survey (un sondaggio) su persone che svolgono o hanno svolto attività di volontariato, confrontando le loro risposte con quelle di chi non partecipa a tali attività.
Il quadro che emerge dall’indagine conferma in generale anche per il nostro Paese i risultati degli studi internazionali: l’esperienza di volontariato è un ottimo viatico per rafforzare il “capitale sociale”. Rispetto a chi non fa volontariato, i volontari tendono ad avere un maggior grado di fiducia negli altri e nelle istituzioni e dimostrano maggiori partecipazione ed interesse per la sfera politica.

Rispetto alla più complessa questione del volontariato come “scuola” o “raccoglitore” di aspirazioni democratiche, la ricerca mette in luce come, accanto sicuramente ad un fenomeno di “raccolta”, vi siano positivi effetti di “scuola”.
Ad esempio, nel questionario si chiedeva al volontario se l’esperienza di volontariato di per sé avesse inciso positivamente nel rafforzare alcuni suoi atteggiamenti e comportamenti. Circa il 90% degli intervistati ha dichiarato che, a seguito dell’esperienza compiuta, sono aumentati il senso di responsabilità verso gli altri, così come la capacità di collaborare concretamente con altri. L’85% ritiene che si sia rafforzato il proprio senso civico e l’80% si fida più degli altri.
Unica nota dolente è che solo il 44% dei volontari afferma come tale esperienza abbia contribuito a migliorare la fiducia nelle istituzioni pubbliche locali (Comuni, etc.). Soprattutto, vi è circa un quinto di volontari che afferma come sia stata proprio l’esperienza di volontariato, portandoli a contatto con le amministrazioni locali, ad aver fatto diminuire la loro fiducia in queste ultime.

Purtroppo, le istituzioni possono contribuire a distruggere capitale sociale faticosamente costruito.

 

Questo articolo è stato scritto da Emmanuele Pavolini e Ugo Ascoli per la rubrica mensile OCIS all’interno di Altreconomia.

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