IL PRIMO FESTIVAL BIENNALE SULLA COESIONE SOCIALE

LE REGIONI E LA PROTEZIONE DAL RISCHIO POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE. BREVI LEZIONI DAL CASO SPAGNOLO.

FACT SHEET n.1 - Giugno 2016 - A cura di Marcello Natili

L’inizio della crisi finanziaria prima ed economica poi ha avuto dure conseguenze sociali in tutti paesi del Sud Europa, ulteriormente aggravate dalle politiche di austerità promosse dai governi sotto l’egida delle istituzioni sovra- e internazionali. In Italia, per far fronte a tale situazione di crisi, alcune regioni governate da coalizioni di centro-sinistra hanno recentemente introdotto misure regionali di reddito minimo: si tratta di Basilicata, Friuli Venezia Giulia, e Puglia. In Spagna, dove sono presenti da più tempo, queste misure sono state decisamente rafforzate durante la crisi (Figura 1), andando a costituire l’ultima rete di protezione necessaria affinché le fasce più deboli della popolazione non cadessero in condizioni di povertà assoluta e grave deprivazione materiale .

 

Figura 1. Evoluzione della spesa totale e dei nuclei beneficiari di schemi di reddito minimo regionali in Spagna  

Grafico_Natili

Fonte: Elaborazione dell’autore da Ministerio de Sanidad, Servicios Sociales e Igualdad

A fronte di una situazione sociale particolarmente difficile e di una disoccupazione crescente – tra il 2008 e il 2014 il tasso di disoccupazione è cresciuto dall’11,3% al 24,5% – le Comunità Autonome spagnole sono diventate un livello di governo essenziale per impedire che una quota rilevante della popolazione conoscesse situazioni di grave deprivazione materiale. Nel 2014, sono stati circa 265 mila i nuclei familiari beneficiari di schemi di reddito minimo, per un totale di poco meno di 620mila individui. Il colore del governo regionale non ha influenzato in maniera cruciale lo sviluppo di tali misure, ritenute essenziali per rispondere al deteriorarsi della situazione sociale sia dai governi “progressisti” che dai governi conservatori (Natili, 2016).

Tabella 1. Tasso di grave deprivazione materiale in Italia, Spagna e Unione Europea, 2008-2013.

Paese

2007

2010

2013

∆ 2013 – 2008

UE 27

9,2%

8,4%

9,6%

+ 0,4%

Italia

7,0%

7,4%

12,3%

+ 5,3%

Spagna

3,5%

4,9%

6,2%

+ 2,7%

Fonte: Eurostat online database

La Tabella 1 mostra come anche a fronte del rafforzamento della rete di protezione ultima, la crescita della deprivazione materiale ha assunto in Spagna proporzioni meno drammatiche rispetto al caso italiano, mantenendo un’incidenza totale inferiore rispetto alla media europea. Nonostante l’importanza che gli schemi regionali di reddito minimo hanno avuto in Spagna nel sostenere le fasce più in difficoltà della popolazione, è bene sottolineare che questo modello decentrato presenta più di un fattore critico. In particolare, la tabella 2 mostra come un modello che poggi esclusivamente sull’azione delle regioni rischi di far aumentare le disuguaglianze territoriali, piuttosto che contribuire a ridurle.

Tabella 2. Schemi regionali di reddito minimo in Spagna: copertura, importo, e spesa in alcune Comunità Autonome

Comunità Autonoma

Pil
pro capite

Importo Base

Copertura

Spesa
pro capite

Estremadura

15.500

€426

2,2%

€16.3

Andalusia

16.800

€400

0,7%

€11.05

Castiglia La Mancha

18.300

€372

0,5%

€2.27

Murcia

18.400

€300

0,6%

€4.9

Spagna

(Media)

22.500

€429

1,4%

€25.47

Aragona

24.700

€441

2.4%

€22.2

Paesi Baschi

29.300

€665

5,1%

€205.20

Fonte: Natili 2016

Oggi in Spagna le regioni economicamente meno sviluppate – come l’Andalusia, ma soprattutto la Castiglia La Mancha e Murcia – possiedono misure meno generose e una percentuale di beneficiari decisamente inferiore alla media, nonostante sacche di povertà diffuse sul proprio territorio. Un intervento nazionale in grado di stabilire quanto meno i livelli minimi delle prestazioni da garantire sull’intero territorio, e di sostituire le regioni qualora non siano in grado di farvi fronte autonomamente, appare dunque necessario per avere una misura in grado di proteggere equamente la popolazione dai rischi di povertà ed esclusione sociale, indipendentemente dal territorio di residenza.

Allo stesso tempo, il caso spagnolo mostra come l’introduzione di un reddito minimo per far fronte a situazioni di povertà sia una scelta di civiltà indipendente dal colore politico. Una forte condivisione tra le forze politiche appare il primo passaggio affinché anche il nostro paese si doti al più presto di uno strumento universalistico di contrasto alla povertà.

Per saperne di più:

Arriba, A. (2014) El papel de la garantía de mínimos frente a la  crisis, in Fundacion Foessa (2014) Informe sobre exclusión y desarrollo social en España. Madrid: Fundación FOESSA.

Bahle, T., Hubl, V. and Pfeifer, M. (2011). The Last Safety Net. A Handbook of Minimum Income Protection in Europe. Bristol: The Policy Press.
 
Busilacchi, G. (2013) Welfare e diritto al reddito. Le politiche di reddito minimo nell’ Europa a 27, Franco Angeli Editore.

Natili, M. (2016) The Unexpected Institutionalization of Minimum Income in Spain. An uncoordinated and fragmented system, a model for Southern Europe? LPF Working Paper 2/2016, Centro Einaudi, Torino.

 

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