IL PRIMO FESTIVAL BIENNALE SULLA COESIONE SOCIALE

PENSIONI, A CHE PUNTO SIAMO DOPO LA CRISI?

FACT SHEET n.3 - Novembre 2016 - A cura di Matteo Jessoula, Università Statale di Milano

Da circa tre decenni i governi dei paesi europei si trovano di fronte a un dilemma: come rendere sostenibili sul piano economico e finanziario i sistemi pensionistici pubblici – a fronte dei processi di invecchiamento demografico e rallentamento della crescita economica – e contempo mantenere adeguato l’importo delle pensioni?
Dai primi anni ’90 i sistemi pensionistici dei paesi europei sono dunque stati oggetto di numerosi provvedimenti di riforma, di segno prevalentemente sottrattivo, e cioè volti al contenimento della spesa pubblica. Tali interventi sono divenuti più incisivi durante le crisi – finanziaria, economica e poi del debito sovrano – succedutesi a partire dal 2008 (Natali 2015). A che punto siamo dunque?

Tabella 1. Spesa pubblica per pensioni in % Pil e variazione p.p. 2013-60, scenario base, paesi selezionati

 

2013

2020

2030

2040

2050

2060

Variazione 2013-60

Austria

13,9

13,9

14,4

14,7

14,6

14,4

0,5

Belgio

11,8

12,7

14,7

15,2

15

15,1

3,3

Croazia

10,8

10,3

9,5

7,8

7,2

6,9

-3,9

Danimarca

10,3

8,7

8,3

8

7,5

7,2

-3,1

Finlandia

12,9

14,2

15

13,6

12,8

12,9

0,1

Francia

14,9

14,6

14,7

13,8

12,8

12,1

-2,8

Germania

10

10,3

11,6

12,2

12,5

12,7

2,7

Grecia

16,2

15,5

14,4

14,1

14,4

14,3

-1,9

Irlanda

7,4

8

9,1

10

10

8,4

1,1

Italia

15,7

15,3

15,7

15,8

14,8

13,8

-1,9

Lettonia

7,7

5,9

5,5

5,4

5,2

4,6

-3,1

Olanda

6,9

7,1

7,7

8,3

8,1

7,8

0,9

Polonia

11,3

10,6

10,4

10

10,4

10,7

-0,7

Portogallo

13,8

14,6

15

14,8

14,4

13,1

-0,7

Regno Unito

7,7

7,4

7,9

8,4

8,1

8,4

0,7

Romania

8,2

8,1

8,1

8,4

8,4

8,1

-0,1

Slovacchia

8,1

8

7,6

8,1

9,1

10,2

2,1

Spagna

11,8

11,8

11,2

11,9

12,3

11

-0,8

Svezia

8,9

8,3

7,9

7,5

7,2

7,5

-1,4

UE 28

11,3

11,2

11,6

11,7

11,4

11,2

-0,2

 Fonte: Rielaborazione dell’autore su dati della Fondazione Leone Moressa, L’economia     dell’immigrazione, Aprile 2016

 

I dati riportati nell’Ageing Report pubblicato dalla Commissione Europea nel 2015 sono rassicuranti per quanto concerne la sostenibilità economica – perlomeno al lordo dei potenziali errori di stima connessi a esercizi previsionali come quelli riportati nella tabella 1. Per la prima volta, infatti, le proiezioni indicano una diminuzione del livello di spesa pensionistica pubblica sul PIL, pari a circa 0.2 punti percentuali tra il 2013 e il 2060 nell’UE 28. Naturalmente, le differenze tra paesi sono rilevanti, con aumenti oltre i 2 punti percentuali previsti in Slovacchia, Germania, Malta, Belgio, Slovenia e Lussemburgo, e riduzioni di analoga entità in Croazia, Danimarca, Lettonia e Francia.

In questo quadro non destano dunque sorpresa i dati circa l’adeguatezza delle prestazioni future presentati nel 2015 Pension Adequacy Report elaborato dal Comitato per la Protezione Sociale della Commissione Europea. Il contenimento della spesa visto sopra, a fronte del progressivo invecchiamento demografico si traduce, nella maggior parte dei casi, in una riduzione del livello delle prestazioni future. Il “tasso di sostituzione netto”, che esprime il rapporto tra la prima prestazione pensionistica percepita e l’ultima retribuzione (al netto del prelievo fiscale) è infatti previsto diminuire in 16 su 27 paesi dell’UE, tra il 2013 e il 2053 (Figura 1). In tre paesi (Romania, Polonia e Olanda) tale diminuzione supera i 20 p.p., in altri otto rimane significativa e superiore ai 10 punti (Irlanda, Francia, Svezia, Lettonia, Croazia, Portogallo Lussemburgo, Finlandia); un aumento, generalmente inferiore ai 10 p.p. è previsto in 10 paesi – di cui solo tre (Danimarca, Germania e Italia) tra i “vecchi” membri dell’UE15.

Figura 1. Differenza in punti percentuali tra il Tasso di Sostituzione Netto nel 2013 e nel 2053, lavoratore a livello di reddito medio.

pensioni_grafico
Fonte: Elaborazione dell’Autore da European Commission, The 2015 Pension Adequacy Report: current and future income adequacy in old age in the EU.

 

A ciò va aggiunto che il significativo contenimento della spesa previsto per i prossimi decenni è il risultato di incisivi interventi di restringimento delle condizioni di accesso al pensionamento – età pensionabile, requisito contributivo, ecc… Il tasso di partecipazione dei lavoratori over-50 e over-55 al mercato del lavoro è perciò destinato a crescere in maniera decisa, e così anche l’età media effettiva di abbandono dell’attività lavorativa (Tabella 2). Questa è infatti prevista crescere di circa 2,3 anni tra il 2013 e il 2060 nell’UE28. Anche in questo si notano significative differenze tra paesi, che vanno da un incremento superiore ai 5 anni in Slovacchia e Italia ad aumenti inferiori a 1 anno in Estonia, Bulgaria, Germania, Finlandia, Romania, Lussemburgo e Svezia.
In termini di “ricchezza pensionistica” complessiva, dunque, le prospettive meno rosee per le giovani generazioni si delineano in quei paesi in cui a consistenti incrementi dell’età di uscita dal mercato del lavoro si accompagna la decisa riduzione del livello delle prestazioni future – in sostanza, i futuri pensionati andranno in quiescenza più tardi e con pensioni più modeste rispetto ai pensionati attuali. 

Tabella 2. Età effettiva di uscita dal mercato del lavoro, paesi selezionati

 

2013

2020

2030

2040

2050

2060

Variazione 2013-60

Austria

61,7

63,1

63,5

63,7

63,7

63,7

2

Belgio

62

62,2

62,3

62,3

62,3

62,3

0,2

Croazia

61,9

62,3

62,9

63,9

63,9

63,9

2

Danimarca

64,5

65,7

66,3

66,7

67,2

67,8

3,3

Finlandia

63,4

64

64

64

64

64

0,6

Francia

60,9

62,3

63,1

63,1

63,1

63,1

2,3

Germania

64,7

65

65,4

65,5

65,5

65,5

0,8

Grecia

64,4

64,9

65,7

66,6

67,3

67,3

2,9

Irlanda

64,9

65,3

66

66

66

66

1,2

Italia

62,3

65,7

65,8

66,4

67

67,4

5,1

Lettonia

64,2

64,8

65,3

65,3

65,3

65,3

1,1

Olanda

64,6

65,6

66,2

66,5

66,8

67,2

2,6

Polonia

62

63,9

65

65,9

65,9

65,9

3,9

Portogallo

64,1

65,2

66,1

66,2

66,3

66,4

2,3

Regno Unito

64,3

64,5

65,1

65,7

65,8

65,8

1,6

Romania

63,1

63,2

63,3

63,3

63,3

63,3

0,2

Slovacchia

60,6

61,8

62,5

63,5

64,6

66

5,4

Spagna

63,4

65,3

66,3

66,3

66,4

66,4

3

Svezia

65,2

65

65

65

65

65

-0,1

UE 28

63,1

64,3

64,8

65,2

65,3

65,4

2,3

Fonte: Elaborazione dell’Autore da European Commission, The Ageing Report 2015.

 

Per saperne di più:

European Commission (2015), The 2015 Ageing Report. Economic and budgetary projections for the 28 EU Member States (2013-2060), Brussels.

European Commission (2015), The 2015 Pension Adequacy Report: current and future income adequacy in old age in the EU, Brussels.

Natali, D. (2015), La riforma delle pensioni in Europa: crisi, UE e modelli nazionali, in M Jessoula e M. Raitano (a cura di), “La riforma Dini vent’anni dopo: promesse, miti, prospettive di policy” Special Issue di Politiche Sociali, n. 3/2015.

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