Reggio Emilia, presentati i Social Cohesion Days 2020

E’ stata presentata presso i Chiostri di San Pietro, la quarta edizione del festival Social Cohesion Days. Alla presenza di ospiti e istituzioni – tra cui il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi – è stato  annunciato il programma dell’edizione 2020, che si preannuncia ricca di spunti e di tavoli tematici all’insegna dell’attualità e del dibattito pubblico che vede i giovani come protagonisti: voci e ai movimenti nati dal basso che stanno avendo un sempre maggiore impatto sull’opinione pubblica mondiale.


“La lezione dei figli. Generazioni che cambiano il mondo”. Questo il tema al centro della quarta edizione dei Social Cohesion Days, che si terrà dal 28 al 30 maggio 2020. L’intento è quello di indagare il ruolo di giovani e giovanissimi all’interno dei grandi movimenti d’opinione. Sono loro a prendere con forza la parola ed assumersi la responsabilità di guidare in prima persona il cambiamento, come ha sottolineato nel suo intervento Raul Cavalli, Presidente di Fondazione Easy Care: “Storicamente sono gli adulti che insegnano ai figli mentre oggi questo paradigma si è ribaltato, sembra infatti che i potenti siano la fonte principale dei problemi e i giovani, con il loro spirito e la loro forza di alzare la voce, siano impegnati nel risolverli”.

Gli ha fatto eco il sindaco Luca Vecchi che ha voluto porre l’attenzione sullo spopolamento delle città di medie dimensioni: “Se dovessi suggerire un tema per Social Cohesion Days parlerei di come costruire a livello europeo una rete delle città di medie dimensioni e di come renderle sempre più competitive rispetto alle grandi capitali globali che attraggono i nostri ragazzi, con il rischio di spopolamento di molte città più piccole”.

L’intento è quello di richiamare a Reggio Emilia i volti che si sono affermati al centro della scena internazionale, da Greta Thunberg con il suo movimento Climate Change a Alaaa Salah, diventata il simbolo della resistenza in Sudan o Nadia Murad, classe 1993, vincitrice del Nobel per la Pace 2018 e ambasciatrice ONU.

Anche quest’anno il festival mira a portare i temi della coesione sociale nelle piazze, cercando di avvicinare i cittadini, in particolare modo i giovani, a tematiche sempre più centrali per la nostra società, come già fatto nelle scorse edizioni quanto si è parlato di disuguaglianze, democrazia e “divisione imperfetta” con ospiti di primo piano, come ad esempio il premio Nobel per l’economia Amartya Sen, l’ex Presidente della Commissione Europea ed ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e giornalisti del calibro di Ferruccio De Bortoli e Gad Lerner.

Tutto questo impegno è stato premiato di anno in anno da numeri sempre in crescita, con oltre 4 mila partecipanti nell’ultima edizione e tanti ospiti da tutto il mondo che hanno deciso di condividere la propria esperienza per lanciare esempi virtuosi e buone pratiche di coesione sociale.

Il cuore dell’evento saranno gli spazi dei Chiostri di San Pietro, un luogo vocato all’innovazione sociale e alla partecipazione. L’intera città sarà comunque coinvolta dal festival, che vedrà appuntamenti in tutto il centro storico e in location con un significato particolare per la coesione sociale. Ci saranno tre circuiti principali, dedicati ai diversi pubblici: appuntamenti istituzionali, workshop per addetti ai lavori ed eventi collaterali.

Questa quarta edizione – come detto – ha poi l’obiettivo, proprio per le tematiche affrontate, di coinvolgere, oltre agli “addetti ai lavori” (amministratori, manager, policy maker e tutti coloro che, a livelli diversi, lavorano nel Terzo Settore), i giovani, che rappresentano il futuro e lo sviluppo della coesione sociale.