IL PRIMO FESTIVAL BIENNALE SULLA COESIONE SOCIALE

Incubatore Coeso

Per parlare di coesione sociale siamo partiti dalle storie, realizzando una mappatura di buone pratiche, progetti, realtà nati dal basso o dalle istituzioni che raccontano, a volte meglio dei numeri, cosa significa fare coesione sociale in Italia. Abbiamo provato a raccontarle, attraverso interviste, articoli, video e immagini. La sezione è in continuo aggiornamento.

Camilla – Emporio di Comunità

Camilla – Emporio di Comunità

Nasce a Bologna "Camilla", il primo supermercato autogestito d’Italia
Camilla è un emporio autogestito nato da un’idea delle associazioni di acquisto solidale Alchemilla GAS e Campi Aperti. Aprirà i battenti nel capoluogo emiliano nei primi mesi del 2018 e ogni cliente avrà un ruolo da protagonista. È così che funziona: i consumatori-lavoratori sono soci della cooperativa. Dato che i lavoratori sono gli stessi soci i costi di gestione sono…

Camilla è un emporio autogestito nato da un’idea delle associazioni di acquisto solidale Alchemilla GAS e Campi Aperti. Aprirà i battenti nel capoluogo emiliano nei primi mesi del 2018 e ogni cliente avrà un ruolo da protagonista.

È così che funziona: i consumatori-lavoratori sono soci della cooperativa. Dato che i lavoratori sono gli stessi soci i costi di gestione sono più bassi che altrove. Fanno esattamente quello che va fatto in un supermercato normale: aspettano i fornitori, mettono la merce a posto sugli scaffali, organizzano il magazzino, stanno alla cassa e mettono in ordine a fine giornata. Ognuno lavora circa tre o quattro ore al mese.

Seguendo questo modello nessuno ci perde, anzi, tutti ci guadagnano. I fornitori vengono pagati il giusto e nessun lavoratore viene sfruttato per poter tenere bassi i prezzi. All’interno di Camilla si predilige l’agricoltura locale, biologica ed eco-sostenibile, il rapporto diretto con il produttore, le filiere partecipate e i progetti volti a ridurre le diseguaglianze economiche e a sostenere i diritti dei lavoratori.

Per raccontare il successo di questo nuovo modello di distribuzione ad alto tasso di partecipazione, che negli ultimi anni si sta sviluppando anche in Europa – ne sono un esempio le ultime esperienze replicate a Parigi e a Bruxelles – è uscito da poco un documentario, “Food Coop”, che verrà presentato in alcune sale italiane a partire da metà novembre. Racconta la storia di “Park Slope Food Coop” il primo supermercato autogestito del mondo, nato nel 1973 a Brooklyn, che conta oggi 17.000 soci.

 

Vitematta – l’agricoltura sociale che trasforma il territorio

Vitematta – l’agricoltura sociale che trasforma il territorio

La cantina sociale Vitematta, fondata dalla Cooperativa Sociale Eureka Onlus, nasce in provincia di Caserta, in un terreno tra Casal di Principe e Santa Maria la Fossa confiscato alla camorra. Ad occuparsi della produzione dell’Asprino, che a luglio è stato aggiunto nell’annuario dei migliori vini del 2018, sono principalmente persone con disabilità psichiche. La mission della cooperativa è infatti quella…

La cantina sociale Vitematta, fondata dalla Cooperativa Sociale Eureka Onlus, nasce in provincia di Caserta, in un terreno tra Casal di Principe e Santa Maria la Fossa confiscato alla camorra. Ad occuparsi della produzione dell’Asprino, che a luglio è stato aggiunto nell’annuario dei migliori vini del 2018, sono principalmente persone con disabilità psichiche. La mission della cooperativa è infatti quella di contribuire all’emancipazione sociale e lavorativa del territorio attraverso la cura e l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, nel settore dell’agricoltura e della vinificazione.

Ogni anno Vitematta produce 13mila bottiglie di vino. Vincenzo Letizia, responsabile del progetto, ha dichiarato che far lavorare i suoi ragazzi a contatto con la natura è la migliore medicina e che l’utilizzo dei farmaci, da quando il progetto è partito, è notevolmente diminuito.

Visita il sito e la pagina Facebook del progetto!

 

Allattami – La banca del latte umano donato

Allattami – La banca del latte umano donato

Di mamma ce n'è una sola. Ma alle volte ne servono di più.
Il progetto “ALLATTAMI – La Banca del Latte Umano Donato”, nato dalla collaborazione tra il Policlinico di Sant’Orsola e Granarolo, è un’iniziativa senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di fornire a neonati critici, soprattutto prematuri, la possibilità di usufruire del latte umano, qualora la loro madre non ne abbia a sufficienza; la scienza ha dimostrato infatti che il latte…

Il progetto “ALLATTAMI – La Banca del Latte Umano Donato”, nato dalla collaborazione tra il Policlinico di Sant’Orsola e Granarolo, è un’iniziativa senza scopo di lucro che ha l’obiettivo di fornire a neonati critici, soprattutto prematuri, la possibilità di usufruire del latte umano, qualora la loro madre non ne abbia a sufficienza; la scienza ha dimostrato infatti che il latte umano aumenta le possibilità di sopravvivenza dei neonati prematuri e ne favorisce l’accrescimento e lo sviluppo.

Ogni anno a Bologna nascono più di 100 bambini con un peso alla nascita inferiore al chilo e mezzo. La sfida che si è posta ALLATTAMI è quella di raccogliere almeno 600 litri di latte umano l’anno da somministrare ai neonati ricoverati nelle terapie intensive neonatali del Policlinico di Sant’Orsola e dell’Ospedale Maggiore.

Tutto il processo è seguito da ALLATTAMI che seleziona le mamme donatrici, ritira il loro latte direttamente a casa, lo pastorizza e conserva in condizioni di massima sicurezza e lo fornisce agli ospedali cittadini.

Scopri di più sul progetto.

 

Murales senza frontiere

Murales senza frontiere

I murales dei bambini che abbattono le frontiere e colorano un mondo migliore
Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale promosso dall’organizzazione turca no profit “Her Yerde Sanat” in collaborazione con l’associazione italiana “Circo all’inCirca” di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco. L’obiettivo è quello di realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività…

Murales Senza Frontiere è un progetto di promozione sociale promosso dall’organizzazione turca no profit “Her Yerde Sanat” in collaborazione con l’associazione italiana “Circo all’inCirca” di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco.

L’obiettivo è quello di realizzare laboratori d’arte in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività “come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo”.
L’idea, spiegano i responsabili, si basa sul tentativo di “combattere l’esclusione sociale divenuta un fenomeno sempre più insostenibile soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, proponendo diverse attività manuali atte a rivitalizzare gli stimoli comunicativi personali e collettivi”. La realizzazione di un’opera d’arte “pubblica” ha il merito di mettere “tutti nelle condizioni di agire concretamente sul proprio contesto quotidiano facendo acquisire ai giovani e alla popolazione della città una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità, smorzando così la mancanza di fiducia in sé e nelle potenzialità del proprio territorio”.

Il progetto è partito in Turchia nel biennio 2014/2015: più di 100 bambini siriani, turchi e kurdi, delle scuole elementari di Mardin hanno partecipato ai laboratori di pittura su pannelli scenografici e alla decorazione di un murales collettivo lungo 50 metri. I disegni realizzati sono stati utilizzati come bozzetti per la composizione del dipinto finale patrocinato dal Museo Archeologico e dalla municipalità di Mardin.
La collaborazione con l’Italia è partita nel 2016, quando è stata coinvolta la scuola primaria Alberto Azzolini di Mirano (Venezia) con lo scopo di sensibilizzare i più piccoli sul tema dei confini: 121 bambini, seguiti dagli artisti David Romanello e Olivera Indjic, hanno decorato 160 metri quadrati di superficie del giardino esterno della scuola.

Il prossimo laboratorio di arte sociale si svolgerà in Nepal presso la Steiner Academy di Kathmandu in collaborazione con Green Farm Movement di Bologna. Quest’ultima sta raccogliendo partecipanti al fine di finanziarne la realizzazione secondo una formula di turismo sostenibile, proponendo un programma multidisciplinare diretto agli alunni e ai viaggiatori, interessati a vivere un’esperienza di arte sociale congiunta.

Visita il sito del progetto e la pagina Facebook del progetto!

 

Obdachlosen – Uni Berlin

Obdachlosen – Uni Berlin

L’Università per i senzatetto che crea cultura e facilita l’inclusione
 La Obdachlosen-Uni Berlin è nata a Berlino nel 2012. L’ideatore è stato Malk Eimertenbrink che, aiutato da un gruppo di docenti volontari,  ha creduto per primo nella possibilità di creare nuove prospettive per le persone che vivono in strada. «A molti dei senzatetto che incontriamo per le strade delle nostre città la carità non basta – ha affermato Eimertenbrink –…

 La Obdachlosen-Uni Berlin è nata a Berlino nel 2012. L’ideatore è stato Malk Eimertenbrink che, aiutato da un gruppo di docenti volontari,  ha creduto per primo nella possibilità di creare nuove prospettive per le persone che vivono in strada. «A molti dei senzatetto che incontriamo per le strade delle nostre città la carità non basta – ha affermato Eimertenbrink – spesso si tratta di persone che vogliono essere messe in discussione ed imparare. Non sono stupidi, hanno molto da offrire».
Le lezioni sono tenute generalmente da volontari e da ex senzatetto e sono di tutti i tipi, dalla cucina alle letture di filosofia, per passare alle lingue straniere, la storia, la matematica, il teatro, la chitarra e la pittura. I corsi sono pensati appositamente per risvegliare nelle persone la curiosità, la passione, l’interesse per qualcosa, fornendo gli strumenti per poter dare una svolta alla loro vita. Tra le storie più interessanti nate dall’esperimento tedesco c’è quella di Klaus: dopo 10 anni vissuti per strada oggi ha una casa, ha smesso di bere e ha iniziato a lavorare come guida turistica a Berlino.

 

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