IL PRIMO FESTIVAL BIENNALE SULLA COESIONE SOCIALE

Pub&Shop • Vale la Pena

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Circoli virtuosi che cambiano le cose dal basso

Qualche anno fa vi avevamo raccontato la storia del birrificio Vale la Pena, un progetto nato nel 2014 per iniziativa della Onlus Semi di Libertà, che ha coinvolto i detenuti del carcere di Rebibbia in un percorso di formazione e inclusione applicato alla produzione di birra artigianale.

Cosa c’è di nuovo? Lo scorso 11 ottobre è stato inaugurato il Pub&ShopVale la Pena, un locale in via Euralio 22 a Roma, in cui sarà possibile degustare i prodotti del birrificio e non solo. Saranno presenti, infatti, altri prodotti realizzati a Rebibbia, come i formaggi a latte crudo di Cibo Agricolo Libero, caseificio artigianale della sezione femminile, il Caffè Galeotto, miscela solidale dei migliori crudi provenienti da diversi Paesi, tostato dalla Cooperativa sociale Pantacoop. E, ancora, le verdure che arrivano dall’Orto Rinchiuso gestito dalla cooperativa Men at Work.
Sugli scaffali del nuovo Pub&Shop saranno disponibili anche produzioni carcerarie provenienti dal resto d’Italia: dai Taralli Campo dei Miracoli del carcere di Trani, ai biscotti Cotti in Fragranza dell’istituto Malaspina di Palermo, dalla pasta GiglioLab srl dell’Ucciardone ai grissini Farina nel Sacco del carcere di Torino. E poi anche borse e abbigliamento, con le Malefatte del carcere di Venezia e le magliette Extraliberi, prodotte dal laboratorio di serigrafia della casa circondariale di Torino “tutto rigorosamente 100% galera”.

“I prodotti dell’Economia Carceraria – spiega Paolo Strano presidente della Onlus Semi di Libertà – puntano più alla qualità che alla dinamica speculativa del profitto e sono frutto di impegno ed orgoglio. Ogni prodotto realizzato all’interno del carcere è una storia che si offre a ognuno di noi, una storia da raccontare e da ascoltare. Perché l’economia carceraria ha tutto il potenziale produttivo per contribuire alla crescita del Paese. E’ un business virtuoso, pulito, solidale, dall’alto valore sociale e rigenerativo. Perché ogni cosa prodotta in carcere ha nella sua anima un valore aggiunto: quello del riscatto sociale e della scommessa su sé stessi”.

Visita la pagina Facebook del progetto!

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